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Perché assumervi come vostro consulente sulla sicurezza e prevenzione?
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Provate a chiedervi quanto vi costa un infortunio di 20 giorni?
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È possibile prevenire gli infortuni?
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Su cosa si può agire?
Ti invito a continuare la lettura di questa pagina, ti dimostro come posso esserti utile,
ti dimostro anche che
investire sulla sicurezza permette di risparmiare sui costi di:
- un ipotetico infortunio
- multe da parte degli organi ispettivi
Quante volte si sentono frasi: “Io non indosso i DPI (dispostivi di protezione individuale) perché sono scomodi, perché c’è caldo “ , oppure “Non indosso i DPI perché ritengo che siano una precauzione esagerata”.
Eppure la legge è molto chiara in proposito: il datore di lavoro è obbligato a creare il posto di lavoro in modo tale che sia sicuro e il lavoratore deve rispettare (è obbligato) a seguire tutte le disposizioni di protezione e di sicurezza.
Eppure il numero di infortuni è sempre alto.
- È il sistema che è sbagliato,oppure la responsabilità è dei singoli?
- Perché i lavoratori non seguono sempre le direttivi fatte apposta per loro che li tutela dal rischio e dal pericolo?
Forse l’intoppo risiede in una mancanza di “cultura della sicurezza”.
Qui entra in gioco l’importanza della formazione ai lavoratori, che mediante una chiara informazione e addestramento può trasmettere quelle regole che servono per la tutela stessa dei lavoratori, agendo sulla prevenzione infortuni.
L’articolo 2 del Dgls 81/08 definisce la formazione come:
“processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi".
Però questo non basta, perché purtroppo, il messaggio non arriva a tutti quei lavoratori che non seguono le leggi sulla sicurezza.
A cosa è dovuta questa “disobbedienza”?
Il nocciolo risiede nelle relazioni interpersonali
Ognuno di noi è più propenso a seguire condotte comportamentali in modo metodico quando il clima lavorativo scorre bene, oppure quando il clima è teso, è chiuso e ricco di incomprensioni?
Dunque ecco quanto sono importanti gli aspetti psicologici per diffondere la cultura della sicurezza.
Per diffondere la cultura della sicurezza si deve lavorare prima di tutti sugli aspetti umani.
Ecco perché è indispensabile che tutti i soggetti promotori della sicurezza aziendale (responsabile sicurezza e prevenzione, datori di lavoro, dirigenti, responsabili lavoratori sicurezza …) affinino le proprie competenze e abilità nella costruzione di ottime relazioni interpersonali, perché questi soggetti hanno un delicato compito:
- devono fungere da mediatori tra datore di lavoro e lavoratori, sforzando di apportare miglioramenti alla sicurezza e prevenzione sul lavoro
- e far si che tutti rispettino le regole, che siano dall’indossare i dispostivi di sicurezza individuali all’eseguire le proprie mansioni in sicurezza.
Senza un buon clima relazionale basato sulla fiducia e sulla comunicazione è impossibile far rispettare le regole sulla sicurezza e prevenzione sul lavoro.
Pena?
Infortuni, multe, problemi, grane da risolvere che comunque distolgono l’azienda dal suo obiettivo principale: produrre con qualità.
Senza produzione l’azienda è ferma. Perché rischia di bloccare i punti nodali di tutto il suo sistema produttivo e distributivo rischiando di danneggiare la sua immagine aziendale fondamentale strumento di marchio di qualità.
Più l’azienda riesce a creare e diffondere questa cultura sulla sicurezza e prevenzione, più tutti i soggetti responsabili della sicurezza e prevenzione riusciranno ad individuare e far rispettare norme e procedure adatte e in linea con le esigenze dei lavoratori.
Più le relazioni tra datori di lavoro, preposti, responsabili della sicurezza e lavoratori sono buone, positive e basate su un reale scambio e comprensione reciproca più l’azienda potrà proteggere se stessa e i suoi lavoratori dal rischio infortunio.
Patrizia Marzola
Psicologa esperta di comunicazione e di relazioni aziendali