I soggetti del dovere di sicurezza
Il modello regolativo della sicurezza sul lavoro è un sistema di gestione partecipata del rischio incentrato sull’ adempimento attivo di doveri procedurali ed obblighi organizzativi da parte delle persone fisiche obbligate .
Protagonisti: Legislatore + Datore di lavoro
Compiti
Il legislatore fissa i criteri normativi.
Il datore di lavoro individua le misure di prevenzione necessarie valutando la situazione di fatto e adatta a questa gli standard normativi. Il datore di lavoro è in parte consumatore di regole cautelari in parte creatore delle stesse.
La rete dei garanti
- Datore di lavoro
- Dirigente
- Preposto
- Medico competente
- Responsabile
- servizio prevenzione
- Lavoratore
Criteri di ripartizione delle competenze e responsabilità
Verticale: poteri di organizzazione e di spesa ed informazione sulla situazione di fatto.
Orizzontale: disponibilità di conoscenze specialistiche
Criteri di attribuzione della responsabilità penale
- Violazione di obblighi propri (definiti dagli articoli 55 e ss Dlgs n. 81/08).
- Violazione di obblighi comuni (definiti dal codice penale e dalle regole generali di governo societario).
- Violazione di obblighi originari (definiti dal Dlgs n. 81/08).
- Violazione di obblighi derivati (definiti attraverso atti di autonomia privata).
Obblighi derivati
- Formali (delega di funzioni)
- Sostanziali (determinazioni aziendali)
Organizzare la sicurezza
Organizzazione significa “divisione del lavoro, ripartizione dei compiti e valorizzazione di competenze differenziate”.
“La tutela della sicurezza del lavoro [quanto la disciplina della responsabilità delle persone giuridiche], pur riguardando solo indirettamente il diritto societario, incidono a fondo sulla struttura stessa della società […] finendo per condizionare l’attività e la gestione dell’ impresa” .
Il Dlgs 81 sottolinea ancora di più la reciproca responsabilità in materia di sicurezza e prevenzione:
il datore di lavoro e il lavoratore diventano soggetti attivi, entrambi sono responsabili.
Pertanto il lavoratore non è più soggetto passivo per la sua sicurezza (passivo = il Ddl è l’unico responsabile della sicurezza) il lavoratore diventa un soggetto attivo della sua sicurezza e quella degli altri.
Ma è sempre il datore di lavoro il responsabile “ legale” in caso di infortunio:
- Il datore di lavoro è sempre responsabile comunque;
- Anche se la colpa è del lavoratore;
- L’INAIL richiede il rimborso al datore di lavoro;
- La colpa del lavoratore, in giurisprudenza non è comunque riconosciuta è sempre colpa del datore di lavoro. “E’ una partita che si gioca attraverso le prove”;
- Se il lavoratore si è sempre comportato NON conforme alle regole di sicurezza, la giurisprudenza da la colpa al datore di lavoro;
- Se il lavoratore ha avuto un comportamento imprevedibile, cha ha causato danno, per la giurisprudenza, la colpa è del lavoratore;
- Il datore di lavoro deve, a tutti i costi, far rispettare le regole della sicurezza, può farsi rispettare mediante richiami scritti, che rappresentano una prova;
La responsabilità non decade nemmeno se al controllo dell’USL è tutto ok in azienda (cioè se nel verbale tutto viene dichiarato corretto, e se il giorno successivo succede un infortunio, che è legato ad un mancato rispetto delle norme di sicurezza, l’indagine avviene comunque, e quel verbale non ha valore).
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Come può dunque tutelarsi il Datore di Lavoro?
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Che strumenti ha per si che tutti i lavoratori rispettino tutte le procedure e i programmi per la sicurezza che lui stesso ha predisposto proprio per la loro tutela?